07
Ott
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Del “libero cittadino”

La fotografia è una delle mie passioni, forse, da due anni (o tre?!) a questa parte più che una passione un pallino fisso dato che in qualunque posto vada ho sempre con me l’occorrente per scattare fotografie. Panorami, animali, piante, fiori, persone, dettagli.. qualunque cosa accenda l’interesse del mio occhio curioso. Il mio è un modo di esprimermi, di ricercare, di comunicare e mi capita di fotografare anche cose insignificanti che sul momento mi hanno colpito, non a caso sono diventato un membro di Flickr, l’ormai spero famosa comunità di appassionati di fotografia online.

Questa mattina, dopo qualche tentennamento, ho deciso di unirmi a Max e alla sua amica V. per andare a vedere la mostra di Gauguin. Per una volta scarto l’idea di portarmi la macchina fotografica (come sempre succede poi me ne sono pentito), al contrario di Max che, utilizzando la mia ex-compattina, la porta sempre con sé nel suo zainetto. Partiamo quindi per passare a prendere V., parcheggiamo nella strada sotto casa sua. La giornata è serena, il cielo è di un bel blu tinteggiato da quelle nuvole dalle forme allungate. Già sento il desiderio di fare qualche scatto, in fondo posso usare la macchinetta di Max.  Gliela chiedo, me la concede. Sulla strada dove abbiamo parcheggiato c’è un cortile con dei palazzi dai colori accesi: arancione, giallo in varie tonalità. Uno di questi ha una finestra con una grata bianca che fa un contrasto pazzesco con l’arancione. Non è un soggetto eccezionale, ma a me bastava. Provo a inquadrare, imposto lo zoom, ma la macchina si spegne. Finite le pile.

Non ho scattato quindi alcuna foto. Mi rassegno e mi avvio verso Max sul lato opposto della strada. Faccio per riconsegnargli la macchina dicendogli delle pile, invece di riprendersela mi consegna due pile nuove dallo zaino. Ottimo! Torno indietro per riprovare a fare qualche scatto. Per farla breve ritrovo la finestra, inquadro, zoom, avanti-indietro, niente! La foto non mi convince, decido di lasciar stare. Nel mentre vedo Max e V. che arrivano dall’altra parte della strada.

Mi volto di nuovo guardando il palazzo, spunta un tizio con degli occhiali scuri alla mia destra. Da una distanza di un tre o quattro metri mi fa un cenno con il viso. Capisco perfettamente che allude alla macchina digitale che tengo tra le mani, non gli bado molto (a volte sono un po’ scorbutico con chi s’impiccia degli affari miei e quando si è in giro a fare foto sono certo che la cosa capiti ad ogni Flickr), mi giro invece verso Max e V. che sono ancora dall’altro lato della strada ma che si apprestano ad attraversare. Il tizio con gli occhiali scuri mi si avvicina mettendosi alla mia sinistra (se avessi fatto un passo avanti sono sicuro che si sarebbe messo tra me e gli altri) e esordisce con un “che stai facendo?” molto poco cordiale. Lo guardo e minimizzo “facevo delle foto” con un tono educato ma sbrigativo.

Pensavo che la cosa sarebbe morta lì, ma il tizio si avvicina ancora, ce l’ho ad un metro, mi fa scivolare sotto il naso, con una mossa cinematografica, un porta tessere, lo apre e intravedo un distintivo. In pochi secondi passo dalla confusione alla comprensione - è un poliziotto penso - e lo guardo in faccia con aria interrogativa, a parole non l’ho detto, ma si vede che l’espressione della mia faccia era molto eloquente, quindi come se gli avessi chiesto “cosa vuoi da me?” risponde qualcosa tipo: “non è la prima volta che questo palazzo viene bersagliato”. Allude a dei furti, anche se non si è spiegato bene concludo velocemente che alludesse a questo. Penso “non è possibile non sta succedendo a me”, invece è proprio cosi: questo tizio pensa che io stia facendo una sorta di sopralluogo per poi fare un colpo con i miei compari: il mio ragazzo e una donna incinta (V.)!

Posso capire che fare una foto alla finestra di un palazzo può risultare bizzarro, ma da li a pensare che stia per commettere un reato. In quel momento mi sono passate per la mente mille emozioni, dallo stupore alla rabbia perché non aveva affatto l’aria di uno che stesse scherzando. Ho dovuto mantenere la mente fredda, gli ho spiegato che faccio foto per passione, che mi avevano colpito i colori ed i contrasti e che la foto alla fine non l’avevo neanche scattata. Lo scambio verbale è stato breve, non ricordo più che cosa ci siamo detti esattamente, ricordo soltanto che mi sono dovuto giustificare per non aver fatto niente di male e che più spiegavo più mi saliva la rabbia che non potevo esprimere, perché in ogni caso avevo timore di commettere qualche stupidaggine.

Alla fine non è successo niente, i miei compagni mi hanno raggiunto mentre il tipo si allontanava, siamo saliti in macchina e gli ho spiegato l’accaduto. Questa storia ha insieme del tragico e dell’assurdo, non avevo mai avuto a che fare con i rappresentanti dell’ordine pubblico in questo modo. Qualche controllo di routine su strada, mai nulla di serio. Questa vicenda ha in qualche modo messo in dubbio la mia onestà di libero cittadino, probabilmente per colpa di un cretino che ha visto troppi telefilm americani, cretino che però cui qualcuno ha dato l’autorità per fare una cosa del genere. Mi dispiace ammetterlo, ma ho sempre avuto una mezza idea sul tipo di persona che aspira a diventare poliziotto, oggi questa mezza idea è confermata. Ci saranno anche persone normali nel corpo di polizia, ma in una percentuale davvero bassa. Io oggi ho subito un mezzo abuso, esibire il tesserino di riconoscimento perché stavo provando a fare delle foto mi è sembrato veramente eccessivo, sono pur sempre un Libero Cittadino.. o no?!


5 Risposte a “Del “libero cittadino””


  1. 1 Paolo Ottobre 7, 2007 alle 5:32 pm

    Oddio che esagerazione, pare che t’abbia arrestato e portato in caserma.

  2. 2 MadMark Ottobre 8, 2007 alle 12:07 pm

    Paolo Si questa è una stupidaggine è vero, ma dovevi vedere la faccia di questo tizio. L’esagerazione credo che sia stata sua, bastava osservare meglio la situazione per capire che non avevo losche intenzioni.

  3. 3 er miguz Ottobre 8, 2007 alle 12:30 pm

    no comment…
    tu hai incontrato VITO CATOZZO… non c’è altra spiegazione… purtroppo in mezzo a parecchia gente in divisa che fa il proprio dovere,senza dover far per forza sfoggio della propia POTENZA DI DIVISA, si trova sempre qualche VIGILANTES DE LA MUERTE….ma questo mica vale solo per i polizotti.. i carabinieri ecc.. il brutto è che la coglionaggine italica esce sempre… in quasi chiunque indossi una divisa.. dal capo scout fino al sergente dell’esercito.. dal postino fino al generale Custer… c’è sempre chi se ne approfitta… chi vuole fare il prepotente de noantri.. a parte il pirla che hai trovato te, che da come hai raccontato è solo che un povero tontolone e da tale si è comportato.. il ragionamento mica è sbagliato.. stai fotografando=forse potresti venire a rubare, ed entrando proprio DA QUELLA FINESTRA con le sbarre bianche..
    elamadonna.. che esagerazione… e chi sei ?! arsenio lupin ? la primula rossa ?
    Per come la vedo io, se il solerte policeman voleva far qualcosa davvero di utile,ma soprattutto se DAVVERO il pensiero che ti ha espresso gli è passato per la mente.. bè.. non ci voleva poi tanto.. ti chiedeva i documenti e si segnava che te quel giuorno stavi li a fotografare le finestre… in caso di furto, poi, saresti stato chiamato, interrogato e forse casa tua perquisita…

    tutta vita, eh !?

    invece quello ha voluto fare il gaggio…
    succede.

    in realtà tu puoi eseguire scattidi quello che vuoi e di chiunque vuoi, chiedendo il permesso per le persone, scritto se fotografi i minori..
    unica eccezione zone militari, caserme roba così… oppure in zone PRIVATE nel caso in cui sia espressamente scritto..
    se fotografi una finestra per strada, nessuno ti può dire nulla…

    ps

    pensa se gli fotografavi il culo alla moglie.

  4. 4 MadMark Ottobre 8, 2007 alle 1:56 pm

    Si.. davvero.. no comment..
    una situazione talmente assurda da essere quasi comica…
    Credo che se davvero mi avesse chiesto i documenti sarei andato di corsa alla prima stazione di polizia.. nella macchina digitale non c’era neanche una foto e avevo due testimoni.. non lo so se gli sarebbe convenuto.

    Il problema è che sapere che c’è in giro gente come questa è inquietante.

  1. 1 La giornata mondiale del sopruso « Drowned World Pingback su 8 Ott 2007 alle 8:33 pm

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