
Oltre Roma, quest’anno anche il bis a Bologna. Ho sentito la possibilità di poterci andare grazie al servizio fornito dal Mario Mieli e cosi ho pensato perchè no? L’esperienza del Pride di Roma, rinnovata dopo l’anno scorso, mi aveva lasciato stanco ma in qualche modo appagato, così ho sentito di volermi concedere il bis.
Siamo partiti alle 7.30 da Roma e siamo arrivati alle 13.30 (c’è chi dice le 13.00… boh), due pulman, il nostro piccolo, stretto e con l’aria condizionata, contenente uno sparuto gruppo di 19 persone. L’andata è stata una piccola odissea, ognuno sulle sue, qualche chiacchiera generica tanto tempo da passare senza sapere cosa dire. Verso la fine del viaggio qualche scambio di presentazioni poi tutti in marcia prima verso il centro di Bologna, per ritrovarci tutti sotto le famose torri, vista l’ora siamo in cerca di cibo. Per alcuni la ricerca è semplice, ci si accontenta della prima pizzeria, altri preferiscono scegliere. L’occasione è buona per far gruppo, ci siamo separati dal gruppo principale e siamo in otto (tre dei quali del Gruppo Pesce). A Bologna, rinomata patria dei tortellini e della buona cucina, ci sono poche pizzerie, la maggior parte dei negozi è chiusa e più avanti scopriremo che neppure i Bar sono molto ospitali nel concedere l’uso dei servizi igienici.
Raggiungiamo il punto di incontro dopo aver mangiato ad una pizzeria a taglio. Si parte, il corteo deve raggiungere i Giardini di nonmiricordocosa. Niente musica, solo il vociare del fiume colorato che scorre, un unico minicarro: due biciclette trascinano una scarpa gigante di stagnola con sopra una DragQueen dal viso barbuto a citazione di Priscilla. Sotto la scarpa gigante un impianto stereo gracchia le musiche del film. A seguire tre tipe con dei carrelli della spesa stracolmi di scatolette, i pacchetti sicurezza.
Finalmente si arriva ai Giardini, il nostro gruppetto rimane fuori ad attendere l’uscita dei carri. Il caldo insopportabile e costante picchia sulle nostre teste, l’attesa non è lunga e si riparte su una strada asfaltata che gira intorno al centro di Bologna. I carri animano finalmente l’evento, camminiamo nel fiume di gente, siamo il fiume di gente, si chiacchiera si fanno battute sui vari personaggi, ci si conosce un pochino. Noto come pur non conoscendoci ognuno alcuni di noi aspettano gli altri per non disperderci, oppure dopo esserci persi di vista per un attimo ci si cerca.
La giornata scorre lenta, il caldo, sempre lui, non si affievolisce nemmeno a pomeriggio inoltrato. La strada sembra non finire mai, ma non mi dà la stessa sensazione di stupore di Roma. Probabilmente la strada periferica non dà lo stesso effetto delle vie del centro di Roma. Verso la fine abbiamo perso di vista più di un elemento, rimanendo soli, siamo entrati in almeno tre Bar che hanno avuto il coraggio di sostenere che non avevano il bagno.. mah.
Confluiamo verso la piazza, esausti più per il caldo che per la camminata. Mi siedo a terra e non ho intenzione di rialzarmi finchè non finiscono gli interventi, ma quando il nostro amico Stefano propone il cinese sono già in piedi immaginandomi nell’ordine: una sedia a schienale alto, il bagno e.. il cibo!!
Mangiamo velocemente perchè sono già le 20.10, usciamo e andiamo al punto di ritrovo per riprendere il nostro mini-autobus. Da quando mettiamo piede dentro il bus inizia la parte che preferisco. Abbiamo iniziato a parlare tra noi, ho percepito tutta la fatica della giornata e l’inizio di un’esperienza di condivisione tra persone che si erano conosciute quel giorno e che sembravano conoscerti da una vita intera. Tutto il viaggio è trascorso parlando, discutendo, scherzando. E’ stato molto bello.
Un grazie speciale a Riccardo che ci ha fatto ridere tutto il tempo!






















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